testata cileanews18 Giugno 2019
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Polifonie e cappelle musicali nell'età di Alessandro Scarlatti

Edito dal Conservatorio di Musica F. Cilea, è stato pubblicato on line su questo sito il volume degli atti del Convegno internazionale tenuto nel 2015, dal titolo "Polifonie e cappelle musicali nell'età di Alessandro Scarlatti" e dedicato alla memoria di Roberto Pagano.

La prefazione del curatore, prof. Gaetano Pitarresi, annuncia che nei saggi del volume si dispiega con sufficiente nettezza la varietà delle tecniche, sensibilità ed esiti musicali che caratterizzano il Barocco tra il 1660 e il 1725 circa, l'epoca di Alessandro Scarlatti: «Se l’intento comune della miriade di musici attivi nelle diverse città del Continente è quello di sollecitare nel popolo compunzione e devozione, specie in occasione delle feste principali del calendario liturgico, insieme con il rispetto e l’obbedienza nei confronti dell’autorità costituita, sia essa ecclesiastica o laica, i mezzi adoperati si diversificano a seconda delle aree culturali e geografiche, disegnando una rete intricata di condizionamenti e di influssi, con il modello rappresentato dalla corte francese che tende ad essere esemplare per la penisola iberica, mentre vaste aree dell’Europa orientale guardano a Venezia e ricevono o accolgono musiche e compositori della laguna o formatisi a contatto con quei maestri.

D’altra parte il prestigio dei musicisti di formazione napoletana è in rapida ascesa, gettando le basi per l'affermazione di una nuova ondata di personalità che troveranno occasioni di lavoro nelle innumerevoli corti di cui era ricca la Germania, come pure spingendosi verso zone più remote, nel mentre sulle ceneri della diatriba tra Stylus antiquus e modernus cominciano ad essere gettati i semi del nascente stile galante».

«La collana "Sopplimenti musicali" del Conservatorio aggiunge un altro titolo alla sua lunga serie, (...) questo volume dedicato agli atti del Convegno Polifonie e cappelle musicali nell’Età di Alessandro Scarlatti - scrive la prof. Maria Grande, direttore del Conservatorio, nella presentazione dell'opera - appare nell’anno che vede per il nostro Istituto l’importante riconoscimento, da parte dell’ANVUR, della sua costante e preziosa attività di ricerca musicologica, svolta con l’impegno ed il coinvolgimento di tutte le sue componenti, con l’autorizzazione all’attivazione del biennio di secondo livello in Discipline storiche, critiche e analitiche della musica».

La presidente prof. Concetta Nicolosi, presentando la nuova pubblicazione, ha evidenziato che «la regolarità con cui appaiono questi volumi è segno della vitalità di un percorso di ricerca che ha scelto di studiare la realtà artistica settecentesca prendendo come punto privilegiato di confronto la ricca fioritura del Barocco napoletano, fioritura che in quel volgere di anni ha disseminato i suoi frutti in Italia come pure in tutto il continente europeo».

Molti degli studi del volume rendono omaggio alla memoria dell'insigne musicista e musicologo Roberto Pagano (1930-2015): «Come è ben noto a chi ha avuto occasione di conoscerlo e frequentarlo, oltre la sua figura di studioso che ha rappresentato e rappresenta un punto di riferimento per chiunque desideri occuparsi di Alessandro e Domenico Scarlatti – ricorda Gaetano Pitarresi – (...) , l’aspetto del suo carattere che rimaneva impresso era la grande sensibilità umana e disponibilità ad incoraggiare chiunque andasse a chiedergli consiglio».

Il volume si aggiunge a quelli cartacei e on-line finora pubblicati dal nostro Conservatorio, che raggiungono così il numero di 25 per un totale di più di 9000 pagine a testimonianza della continuità e del rigore scientifico di una ricerca musicologica di respiro internazionale che costituisce un caso particolarmente virtuoso tra le istituzioni dell'Alta formazione musicale italiana. L'attività di ricerca del "Cilea", infatti, è iniziata nel 1994, in  occasione del XXX anniversario dell'Istituzione, 5 anni prima della legge di riforma che ha riconosciuto ai conservatori di musica il più alto livello di formazione equiparando i loro diplomi alle lauree universitarie di primo e di secondo livello.

Gli atti dei convegni pubblicati dal nostro Conservatorio sono stati segnalati, presi in esame e recensiti positivamente dalle principali riviste italiane e internazionali di musicologia, come la Rivista italiana di musicologia, Musica, Music and Letters (la prestigiosa rivista della Oxford University Press), Notes. Numerose volte le relazioni contenute nei volumi degli atti sono state oggetto di citazione e apprezzamento.

Le attività di ricerca sono condotte anche con il coinvolgimento di altre istituzioni, che le patrocinano o vi partecipano direttamente, tra le quali la Società Italiana di Musicologia, le Università di Messina e Palermo, l'Istituto di Bibliografia Musicale Calabrese, l'Istituto per lo Sviluppo Musicale del Mezzogiorno.

La pubblicazione on-line del volume è stata realizzata dall'Ufficio comunicazione del Conservatorio.