testata cileanews30 Maggio 2020

Stele a Ibico, Reggio Calabria

Nato a Reggio dal nobile Fizio (PMGF TA1, 3, 10, TB6), dove avrebbe addirittura rinunciato alla tirannide (PMGF TA4), e dove sarebbe stato sepolto (PMGF TA10) – notizie, queste ultime, non molto più credibili di quella per cui sarebbe stato ucciso dai banditi, poi scoperti e puniti, mentre erano seduti a teatro, grazie all’imprevista testimonianza autoptica di uno stormo di gru, invocate dal poeta in punto di morte (PMGF TA5-9: ispirò a Schiller la ballata Le gru di Ibico) – Ìbico venne a Samo, presso Policrate, probabilmente qualche lustro prima di Anacreonte, intorno alla metà del VI sec. a.C. (PMGF TA1s. oscillano tra il 564/561 e il 541), e di un Policrate (il tiranno stesso in età ancora giovanile o il suo omonimo figlio, di cui fu precettore Anacreonte?) poté celebrare la bellezza nel più esteso dei frammenti superstiti (PMGF S151).

Autore altresì di epinici (PMGF S166, 220, 221) e ditirambi (PMGF 296), Ìbico fu poeta musicale (a lui, tra l’altro, si dovrebbe l’invenzione di quello strumento triangolare a quattro corde detto sambuca, stando a PMGF TA1, TB6), amante di ritmi per lo più dattilici (PMGF TB8), dei cumuli degli epiteti e del susseguirsi delle immagini: tutto quanto, insomma, doveva servire alla festosa letizia del simposio tirannico.

I resti della sua opera – oltre 170 frammenti, con circa 130 versi più o meno completi – lo mostrano in contatto pure con le città siciliane (PMGF S220: l’elogio di un atleta locale; PMGF 321: la celebrazione del molo che unì Ortigia alla terraferma nel 530; PMGF 343: la menzione di un viaggio da Catana a Imera), con Sicione (cf. PMGF 308, 322), e forse anche con Sparta (PMGF S166, 176, 339).

Il fatto che gli Alessandrini – che lo inclusero ovviamente nel canone lirico – raccogliessero la sua opera in sette libri rende improbabile che vi fossero comprese lunghe citarodie, sul modello di quelle di Stesicoro, con cui pure – per l’omogeneità del dialetto (la lingua dorica corale fiorita di epicismi), delle tematiche mitiche, e del contesto culturale greco-italico di provenienza – fu spesso messo in relazione e talora confuso (è il caso dei Giochi funebri per Pelia, PMGF 179).

Nei simposi privati d’alto bordo e nelle corti tiranniche, al contrario, Ìbico poté dare sfogo alla sua vena di poeta d’amore (PMGF 286, 287 e TB1-5; ciò che provocava qualche disgusto: cf. PMGF TB2 e test. 11 Campb.), e di specialista in encomi solenni e pederotici (PMGF S151, S257a, 286-288), capace di narrazioni mitiche ‘tradizionali’ – quali le avventure di Eracle (PMGF S151, 285, 298-300), di Meleagro (PMGF 290), degli Argonauti (PMGF 291, 301), o le vicende della guerra troiana (PMGF S151, 293-297) – ma attratto soprattutto dalle implicazioni erotiche dei miti antichi (cf. PMGF 284: la bellezza di Endimione; PMGF 289(a): Ganimede e Titono; PMGF 291: Achille e Medea; PMGF 296: Elena e Menelao; PMGF 297: la querelle tra Deifobo e Idomeneo per le grazie di Elena; PMGF 309: Talo e Radamanti) e comunque abile nell’associare tematiche mitologiche e celebrazione erotica (PMGF S151).

 

Bibliografia

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Edizioni con traduzione italiana: F. Mosino, Ibico. Testimonianze e frammenti, Oppido Mamertina (Reggio Calabria) 19942; Eleonora Cavallini, Ibico. Nel giardino delle vergini, Lecce 1997.

Studi: D.L. Page, Ibycus' poem in honour of Polycrates, «Aegyptus» XXXI (1951) 158-172; J. Trumpf, Kydonische {pfel, «Hermes» LXXXVIII (1960) 14-22; B. Gentili, Sul testo del fr. 287 P. di Ibico, «QUCC» II (1966) 124-127; F. Sisti, Ibico e Policrate, «QUCC» II (1966) 91-102; F. Sisti, L'ode a Policrate: un caso di "recusatio" in Ibico, «QUCC» IV (1967) 59-79; J.P. Barron, Ibycus. To Polycrates, «BICS» XVI (1969) 119-149; V. Tammaro, Note a Ibico, «MCr» V/VII (1970/1972) 81s.; M. Nöthiger, Die Sprache des Stesichorus und des Ibycus, Diss. Zürich 1971; G.F. Gianotti, Mito ed encomio: il carme di Ibico in onore di Policrate, «RFIC» CI (1973) 401-410; G. Burzacchini, in E. Degani-G. B., Lirici greci, Firenze 1977 (Bologna 2005), 303-315; Maria Grazia Bonanno, Ibyc. S 151, 23 ss. P., «MCr» XIII/XIV (1978/1979) 143-146; E.K. Borthwick, or? A note on two emendations, «Eranos» LXXVII (1979) 79-83; Antonietta Gostoli, Osservazioni metriche sull'encomio a Policrate di Ibico, «QUCC» n.s. 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Altra bibliografia: Sotera Fornaro-Monica Negri-Isabella Tacchini, Bibliografia della letteratura greca, in Lo spazio letterario della Grecia antica, III, Roma 1996, 292s.

Fonte: http://www2.classics.unibo.it/Didattica/Programs/20092010/Corso_Camillo/Ibico.pdf